mercoledì 27 marzo 2013

See ya!

Ci penso da un po' e ora ho deciso che e' il momento di stoppare questo blog almeno ad interim. Sono stanca e non ho molto da dire. Mi annoio io stessa a sentirmi parlare. Sono, ormai da un po', Milena-centrica e mi rendo conto che, se per me e' una gioia infinita dire di mia figlia, per chi ascolta (o legge nel caso del blog), non deve essere altrettanto interessante. E' da dopo il parto che mi sento un cesso. Non mi ero mai sentita tanto cesso in vita mia come in questo periodo. E poi credo di essere sulla buona strada per assomigliare sempre piu' ad un vegetale: sto davvero diventando una pianta, ne' piu' ne' meno. Vorrei poter riprendere qualche spazio di vita vera, ricominciare a leggere (e con questo intendo finire almeno uno dei libri che ho cominciato e miseramente abbandonato in qualche angolo della casa), uscire e rilassarmi per davvero, andare dal parrucchiere [qualche settimana (mese?) fa, nella disperazione, ho preso le forbici da cucina e ho tagliato i capelli (pochi cm)...non credo serva dire nulla riguardo al risultato]. Insomma vorrei riappropriarmi della mia vita. 
Questo blog e' stato per me importantissimo. Mi ha permesso di sfogarmi quando ne avevo bisogno, di chiedere consigli, poche volte anche di darne, mi ha fatto conoscere molte realta' e punti di vista diversi dai miei, e mi ha anche fatto "conosce" delle belle persone. A tre blog-amiche in particolare vorrei dire grazie:
-a Valeriaper i suoi tanti consigli, per il suo supporto, per la sua onesta' intellettuale, perche' si puo' non essere sempre d'accordo, ma e' bello confrontarsi con persone intelligenti come lei. Quando ho saputo che avrei avuto un parto cesareo sono entrata nel panico, e le parole di Valeria sono state per me come acqua nel deserto. Io non l'ho dimenticato e nutro una profonda gratitudine nei suoi confronti;
-a Marica, perche' e' stata la prima a scrivermi quando ho aperto il blog, perche' ha saputo andare oltre questa pagina e capire anche quello che non ho scritto, perche' e' bello sapere che non sono l'unica a vivere certe fasi ;)
- a Moky, per aver speso il suo tempo a rispondere alle miei email, quando a poche settimane dalla nascita di mia figlia ero in paranoia con l'allattamento: oltre a darmi tanti consigli validi, mi ha tranquillizzato e fatto vedere quello che da sola non avevo scorto.
Vorrei ringraziare anche due persone che col mondo dei blog non c'entrano, ma che hanno letto, in silenzio, in questi mesi: mia cognata Valeria e la mia amica Francesca.
E poi vorrei dire grazie a tutte le blog-amiche (ed amici) e a chi ha letto anche solo un post.
Detto cio', mi congedo da Popolo Migrante...almeno per un po' insomma.

See ya ;)

giovedì 14 marzo 2013

Si fa quel che si puo'!

Sono alcuni giorni che non scrivo: non e' per mancanza di voglia, e' che davvero sono stanca (molto stanca) e sempre impegnata...come una mamma di una bimba di dieci mesi puo' essere. Non so se sono io che non tengo il passo, se non riesco ad organizzarmi a dovere, se sono una mamma un po' meno brava delle altre, ma io non ce la faccio, sono distrutta e le uniche forze che riesco a raccogliere le dedico alla mia piccola e a fare il minimo e indispensabile in casa. Andiamo a Gymboree (sia alle "lezioni" che all' open gym), abbiamo cominciato a frequentare lo story time alla biblioteca comunale, abbiamo cominciato anche gli incontri con la baby-sitter (dico "abbiamo" perche' io sono rimasta a casa con la piccola e la sua baby-sitter perche' Milena non e' abituata a stare con altre persone oltre a me e al papa' e quindi stiamo facendo un passo alla volta), ho invitato a casa mia e sono stata invitata da altre mamme (una mia vicina di casa, la moglie di un collega di mio marito, un'amica italiana, etc.) e da altre famiglie (amici e/o colleghi di lavoro di mio marito) approfittandone per fare abituare la bimba a stare con altre persone...insomma, le sto provando tutte. Ogni tanto penso a quanto sarebbe piu' semplice se vivessimo in Italia, vicino ai nostri familiari (altro che baby-sitter, i nonni, gli zii, i cuginetti...sarebbero la compagnia migliore che la mia bimba potrebbe avere!), ma non si puo' avere la botte piena e la moglie ubriaca, no?
Ecco, questo voleva essere solo un rapido aggiornamento. Provero' a scrivere di piu', ma la vedo dura per adesso :/

lunedì 11 marzo 2013

Eccomi

No, non ho dimenticato di avere un blog, solo che in questi giorni la stanchezza e' davvero tanta. Faccio tante cose con la piccola, faccio quello che posso a casa e la sera, quando potrei scrivere un po', sono cosi' stanca che non riesco. 
Una cosa mi fa riflettere molto da qualche giorno: l'agenda di mia figlia e' piu' interessante della mia. Direi che sto messa proprio bene!

martedì 26 febbraio 2013

Come un pesce DENTRO l'acqua

Ancora una volta la vita mi ha stupito [eh si', sto vivendo un periodo intenso :) ].
Le prime volte che venni negli USA a far visita al mio fidanzato (oggi marito), gli Stati Uniti non mi stavano molto simpatici, anzi, li guardavo un po' dall'alto in basso, con quell'aria da snob da italiana media che pensa di essere cosi' al di sopra di un popolo che ha fatto delle patatine fritte una ricetta della tradizione (eheheh passatemela ;) ). Mi dicevo che mai e poi mai avrei voluto viverci e mi infastidiva cosi' tanto sentire pronunciare quell' American English, mi sembrava cosi' volgare se paragonato al suono dell'elegante British English che mi era piu' familiare. No, gli Stati Uniti mi dissi, non fanno per me (le ultime parole famose!!!). Ando' cosi' per un po'. Io negli USA davvero non ci volevo venire, anche se a molti sembrera' strano.
Pochi (?) anni ed eccomi: mi sono sposata negli USA, ho costruito la mia prima casa negli USA, ho dato per la prima volta la vita negli USA e molte altre cose...negli USA!
Qualche settimana fa, mio marito mi dice che ci sarebbe una possibilita' per rientrare in Italia e che me ne stava parlando perche' da qualche tempo mi vede un po' piu' "nostalgica" (ma non solo). Questa e' esattamente la faccia che ho fatto -->  0_o 
-Prima reazione: manco po' caz**, no, assolutamente non ne voglio sapere!
-Dopo il primo impatto, ho ascoltato il marito e ho riflettuto;
-Ho iniziato quindi a valutare pro e contro dell' ipotesi rientro ("ipotesi rientro" mi pare uno di quei nomi fighi che si danno alle missioni segrete nei film di spionaggio o robe simili...eheheh, scusate la minchionaggine);
-Infine ho detto, no, manco po' caz**, assolutamente non ne voglio sapere!
Confesso di aver preso, dopo il rifiuto iniziale, in seria (serissima) considerazione l'ipotesi. L'ho fatto per piu' motivi e dopo qualche nottata insonne (sai che novita'!) e qualche giornata pensierosa, avevo quasi ceduto e gia' mi immaginavo in Sicilia, con la mia bimba, con la famiglia e compagnia bella. L'idea mi cominciava a piacere e li' ho capito che non era il caso di andare oltre! Ho cercato di superare i fattori emotivi e mi sono ricordata di tutte quelle cose che non mi andavano bene della vita in Italia, quella di ogni giorno fatta non solo del pranzo con mamma e papa', ma anche di file estenuanti alla posta per pagare una bolletta, di giornate perse in mezzo al traffico, di mesi di attesa per fare una visita medica e di molte altre cose (forse anche piu' determinati) alle quali non vorrei piu' adattarmi.
Tornare in Italia, ORA, vorrebbe dire regredire per me (ed e' meglio che non dica nulla riguardo alle recenti elezioni che hanno dato il colpo di grazia all'ipotesi rientro!).
Il fatto e' che oggi, dopo essermi rivista anche solo nei miei pensieri di nuovo in Italia, ho capito, una volta in piu' che io negli Stati Uniti ci sto come un pesce DENTRO l'acqua! 
Mi manca la mia famiglia? Si', tanto.
Mi manca la mia terra? Si'.
Mi piacerebbe tornarci? Si', ma OGGI non e' possibile, l'Italia non regge il confronto!
Il fattore principale che fa pesare l'ago della bilancia dalla parte degli USA e' soprattutto mia figlia: cosa ha l'Italia da offrirle? E qui il vuoto. Non credo neppure che questo post abbia bisogno di altre parole a riguardo.
Voglio aggiungere solo una cosa, banale forse, ma significativa per me: quando ad ogni rientro, dopo un lungo viaggio, arrivo a Fiumicino, non mi caga nessuno; quando, dopo un lungo viaggio, si torna negli USA, ti accolgono con un Welcome Home!

lunedì 18 febbraio 2013

Dai pediatri

Giovedi' scorso, giusto per passare un San Valentino romantico, siamo stati dai pediatri per la visita di routine (con tanto di vaccino) e gli occhi mi sono caduti su questa (Oddio, come si chiama sta cosa??? Tabella? Insegna? Buh!)...su questa cosa qui:

Foto sfocata fatta di fretta nello studio dei pediatri
Mi e' scappato da ridere, perche' nonostante sia attaccata accanto alla finestra, io, una delle prime volte che la vidi, ero cosi' tanto (ma tanto!) rincoglionita che chiesi a mio marito: "Ma perche' mai non si deve giocare con i CIECHI*???".
La stanchezza fa brutti scherzi! :D

[*Per chi non lo sapesse, la blind e' la tendina veneziana, come quella che si intravede a sinistra nella foto]

domenica 17 febbraio 2013

Se chiudo gli occhi


[Prendendo in prestito un'idea che mi e' molto piaciuta di Dario (a cui spero non dispiaccia), vi propongo il sottofondo per la lettura del post, la musica che io ho ascoltato mentre lo scrivevo.
Cliccate su play e buona lettura :) ]




Ogni tanto mi pare di risentirne l’odore, di quel mare, il mio mare, ma dura solo pochi  secondi  e la sensazione svanisce. E’ incredibile come piu’ si sia distante da un posto caro al cuore e piu’ siano densi certi ricordi. I sensi si amplificano e, nei ricordi, il mare e’ piu’ blu e il suo odore ti buca le narici, ti attraversa il corpo e lo pervade. E che sapore ha quel pane caldo di paese… Nei ricordi, soprattutto in quelli nostalgici, tutto e’ piu’ bello…forse e’ per questo che quel tipo di ricordi e’ anche quello che fa piu’ male. Ti mancano persino le cose che quando eri ancora li’, nella tua terra, proprio non sopportavi…ora non ti pare fossero poi tanto insopportabili.
Come mi pare distante la mia Sicilia, come mi manca.

Riserva Naturale dello Zingaro 

La Sicilia, la mia terra, aspra e pure bellissima, dura come una madre severa; la Sicilia, la mia terra, quella che ti entra nell’animo, che lo cattura e non lo lascia piu’; la Sicilia, la mia terra, quella che poco o nulla mi ha dato, ma che non riesco a non amare. Quando l’ho lasciata mi sentivo felice, sentivo che quel volo di sola andata mi avrebbe liberato, mi avrebbe regalato la felicita’. Quando l’aereo si e’ alzato in volo, ho guardato il mare, la costa, e i miei occhi si sono gonfiati di lacrime.
La Sicilia, la mia terra, non puoi lasciarla mai completamente, perche’ e’ una terra crudele ma generosa allo stesso tempo, che ti strazia l’animo, capace di avvilire anche i santi; la Sicilia, la mia terra, ti sgomenta, ti percuote l’animo con la sua miseria, con la violenza e lo stridore del suo sguardo, ti insulta negandoti il pane, ti uccide insensatamente; la Sicilia, la mia terra, e’ vittima e carnefice.
La Sicilia non la puoi capire se non la conosci, ma se la conosci non te ne puoi piu’ liberare.
Il mare diafano; la terra scura; la sabbia chiara; i fichi d’India; il mercato; l’abbanniata; l’opera dei pupi; il pesce fresco; il sole caldo; il vento di scirocco che impregna l’aria di sabbia, che ti toglie il respiro; il cibo di strada; i templi greci; le chiese medievali e quelle barocche, quelle arabe e quelle normanne; la granita al limone…
La Sicilia, la mia amata terra, e’ cosi’ tante cose per me, e mi manca, ah quanto mi manca…

[PS. Ho scritto un po' cosi', come m'e' venuto, domani rileggero' e probabilmente mi accorgero' di errori o frasi sconclusionate, ma fa nulla, colgo l'attimo e posto cosi' com'e' ;) ]

giovedì 14 febbraio 2013

Come si cambia

Mi chiedo cosa porti via con se il tempo che passa, piano piano, giorno dopo giorno. Scolorisce i ricordi, affievolisce la memoria? Me lo chiedo perche', da un po', quanto riguardo certe foto scattate prima che fossi expat, prima che fossi mamma, vedo degli occhi che sono cosi' diversi da quelli di oggi. I miei occhi, mi paiono occhi di chi ancora, ingenua forse, non sapeva. Mi paiono occhi di chi ancora non poteva capire certe cose. La vita mi ha cambiato cosi' tanto e cosi' velocemente? E' possibile?
Non so se sono solo io a vedermi e a sentirmi cosi' diversa dalla persona che vedo in quelle foto o se anche gli altri se ne accorgano. Mia figlia ha cambiato la mia vita, le ha dato un senso nuovo, ha reimpostato i valori, ne ha stabilito le misure. Mia figlia, il mio amore piu' grande, e' il centro delle mie giornate (anche delle mie nottate ahime'!) e chi non lo capisce (ancora) non ha capito molto di me.
Puo' la vita cambiarti cosi' velocemente? La mia personale risposta e che si', la vita puo' questo e altro.
Ieri pomeriggio, mia figlia e' caduta, ha battuto la testa, per un attimo il mio cuore si e' fermato, pietrificato e come ogni mamma, in quel secondo, ho sperato che fosse una delle migliaia di cadute che capitano senza lasciare segni. Ho visto che stava bene, ma ho chiamato i pediatri perche' avevo bisogno di sentirmi dire quello che gia' sapevo. Ho avuto una paura matta e ho capito, una volta in piu', che lei, il suo bene, la sua vita e' cio' che piu' conta per me.