mercoledì 22 settembre 2010

Piero (Piervincenzo all'anagrafe)

Si parla tanto in Italia di fuga di cervelli, di come il nostro Stato non investa sulle risorse rappresentate da tutti quei ricercatori/trici e studiosi in generale che, per forza di cose, sono costretti a lasciare il nostro paese e ad emigrare per vedere riconosciuto il loro valore.
Piero ha lasciato l’Italia (Palermo) ormai da più di dieci anni. Negli USA ha conosciuto quella che oggi è sua moglie (un’altra emigrata, ma dalla Repubblica Ceca stavolta) e dalla quale ha avuto due bellissimi bambini. Da qualche anno lavora come professore al dipartimento di ingegneria civile ed ambientale della University of Pittsburgh (Pennsylvania) e ne è contento.
Dell’Italia Piero ama particolarmente la sua varietà, ovvero poter osservare usi e costumi diversi che si registrano spostandosi anche in località non troppo lontane tra loro, ama la sua ricchezza culturale, ciò nonostante non sa se gli piacerebbe ormai tornare in Italia:”forse” dice, “se si presentasse una buona occasione...” ma poi aggiunge che più che altro sarebbe proprio curioso di vedere come il suo rapporto con la terra madre sia cambiato, perchè dopo un po’ ci si sente come uno straniero in patria...lo dice un po’ dispiaciuto, ma subito rinvigorisce il tono  e mi dice che il suo segreto è vedere il bicchiere mezzo pieno, guardare solo agli aspetti positivi che ha vivere negli Stati Uniti e non pensare a quello che si è lasciato.
Thanks Piero!

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