mercoledì 8 dicembre 2010

Alessandra

Andare via lontano dalla propria terra, cambiare completamente vita, immergersi in una cultura diversa dalla propria...è quello che ha fatto anche Alessandra.
Alessandra è piemontese, di Biella, ma da tredici anni e mezzo vive a Mohammedia (in Marocco), 30 Km a nord di Casablanca.
A Mohammedia Alessandra ci è andata per amore: quando suo marito ha avuto un’opportunità di lavoro lì ha fatto la valigia e l’ha seguito.
Alessandra è una mamma a tempo pieno, ma trova anche il tempo per dedicarsi all’Associazione Genitori e al suo blog (http://ipensieridialle.splinder.com/).
Quando le chiedo cosa ama di più dell’Italia e cosa ama meno, Alessandra dice: “Amo la libertà di parola, il fatto di poter andare in bici o in moto, il fatto di poter trovare quello che si cerca sempre e ovunque, andare a teatro, ai concerti e alle mostre. Amo meno il fatto di apparire sempre e comunque, di essere superiori, di essere ipocriti e sentenziare senza sapere” e poi: “Quello che mi manca di più dell’Italia, a parte la famiglia e gli amici, ovviamente, è il cibo, perchè qui non si trovano dei prodotti di qualità e quando ci sono, sono a prezzi proibitivi. Non mi manca affatto la provincialità, la mentalità chiusa, il vedere le cose con i paraocchi”.
Alessandra finora non ha mai pensato di tornare in Italia, ma “un domani non si può dire! Mia figlia andrà all’università in Italia, per cui un po’ di pendolarismo lo faremo”. 
A chi, come lei, vive all’estero Alessandra dice: “[…] chi vive all’estero sa cosa significa essere lontani dalle proprie radici, sa cosa significa veder passare il tempo e tu sei tagliato fuori, certo dopo un tot di anni ci fai l’abitudine e diventa tutto naturale, quindi coraggio!”, a chi invece legge dall’Italia: “Nell’immaginario collettivo chi vive all’estero è visto come uno che vive in un’oasi felice, dove i soldi sono sempre tanti, la possibilità di viaggiare pure, ma non è sempre così […]. Indipendentemente dal fattore economico, ci sono paesi più facili da vivere ed altri più difficili, ci si deve veramente adattadare e non è sempre facile”.
Merci Alessandra!

4 commenti:

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